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Equitalia rischia il tracollo: Sentenza della Cassazione, n. 24933 del 06/12/2016

Le Nostre verifiche sulle cartelle, GRATUITE, entrano nel merito della “regolarità” esaminando ben 10 punti critici. Spesso le criticità presenti sulla stessa cartella sono molteplici e potrebbero portare, con una adeguata azione di contestazione, all’annullamento/estinzione del debito.

I nostri articolati e “strategici” ricorsi colgono spesso nel segno contestando, in modo efficace, un metodo di Riscossione spesso illegittimo

Una importante e recente Sentenza della Cassazione, n. 24933 del 06/12/2016, sancisce, finalmente, un principio che NOI sosteniamo da sempre: la Cartella nella totalità dei casi indica un importo interessi “senza la specificazione chiara e trasparente” del tasso d’interesse e del relativo metodo di calcolo utilizzato. Questo impedisce qualsiasi verifica di correttezza impedendo di fatto una “giusta difesa” al Contribuente.

Di per se sarebbe già un sufficiente motivo di nullità della cartella stessa.

La Sentenza della Corte di Cassazione (Sezione V, n.24933 del 6.12.2016) interviene in tema di cartelle esattoriali stabilendo l’importante principio secondo cui, in alcune condizioni, e cioè quando la cartella esattoriale non è preceduta da altro atto da cui si evinca la motivazione della pretesa tributaria, la cartella stessa deve contenere tutte quelle indicazioni necessarie affinché il contribuente possa porre in essere la sua attività di verifica e controllo.

Il caso in esame nella succitata sentenza era la mancata indicazione del tasso d’interesse e la mancata esposizione del criterio di calcolo delle somme dovute.

La Corte sancisce “La cartella esattoriale, quando essa non sia stata preceduta da un avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile, tale obbligo derivando dai principi di carattere generale indicati, per ogni provvedimento amministrativo, dall’art.3 della legge 241 del 1990 e recepiti, per la materia tributaria, dall’art.7 della legge n.212 del 2000” (c.d. “Statuto dei diritti del contribuente”).

La domanda che vi lasciamo è la seguente:

esiste o è mai esistita una Cartella di pagamento trasparente?


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